
SALUTE
Tempo di gelati e anguria: quando la glicemia è troppo alta!!!
Come fare diagnosi di diabete: basta la glicemia a digiuno?
Tempo d’estate, gelati e frutta a volontà! Certo, in certe giornate caldissime perfetti sostituti estemporanei del pranzo equilibrato, il problema è quando questi si aggiungono al pasto o diventano preponderanti o si aggiungono ad altri stili di vita che alzano la glicemia: l’intolleranza glucidica ed uno stato di pre-diabete sono facili da raggiungere con il passare degli anni, soprattutto se abbiamo familiarità per il diabete!
Quante volte abbiamo sentito dire "ho la glicemia un po' alta" durante una cena tra amici? Sembra quasi una frase di rito, eppure dietro quei numeri si nasconde una storia importante che vale la pena capire bene. Nella popolazione adulta il diabete è un brutto nemico da evitare. Nel paziente pediatrico purtroppo il problema è ancora più grave, ma non è questo il contesto della nostra Newsletter di oggi. Nell’adulto ogni tanto una glicemia confrontando i valori con quelli sotto riportati costituisce una buona abitudine.
La glicemia a digiuno è il primo esame che tutti conosciamo: si fa al mattino, dopo almeno 8 ore senza mangiare, e misura la quantità di zucchero nel sangue in quel preciso momento. È un po' come fare una fotografia: ti dice com'è andata quella notte, ma non ti racconta il film intero.
I valori di riferimento sono chiari:
- Sotto 100 mg/dL: tutto bene, buon metabolismo glucidico
- Tra 100 e 125 mg/dL: si parla di pre-diabete, un campanello d'allarme da non ignorare per cui occorre mettersi ai ripari soprattutto se nella nostra famiglia sono molti i soggetti con diabete
- 126 mg/dL o oltre (confermato in due misurazioni diverse): siamo in territorio diabete
Ma attenzione: un solo esame non basta mai per fare diagnosi. Lo stress, una notte agitata, un'influenza in corso possono far alzare la glicemia temporaneamente. Per questo i medici chiedono sempre una conferma. E soprattutto, chiedono un altro esame, molto più preciso e rivelatore: l'emoglobina glicata.
Ma è una cosa nuova o degli ultimi mesi? La parola all'emoglobina glicata

Immagina di voler sapere com'è stato il tempo negli ultimi tre mesi. Non ti basta guardare fuori dalla finestra stamattina, vero? Ti serve una media, un resoconto. Ecco esattamente a cosa serve l'emoglobina glicata, conosciuta anche come HbA1c così come la vedete riportata nel referto definitivo. Questo esame del sangue — semplicissimo da fare, nessun digiuno richiesto — misura la percentuale di emoglobina (la proteina dentro i globuli rossi) che si è "zuccherata" negli ultimi 2-3 mesi. I globuli rossi vivono circa 90 giorni, e in tutto quel tempo tengono traccia di quanto zucchero hanno incontrato nel sangue. Sono, in pratica, la memoria storica della tua glicemia. .
I valori guida sono:
- Sotto il 5,7%: nella norma
- Tra 5,7% e 6,4%: pre-diabete, occhio!
- 6,5% o oltre: criterio diagnostico per il diabete
Perché è così utile? Perché non si inganna. Non importa se il giorno prima hai mangiato una torta o hai saltato il pranzo: l'HbA1c racconta la verità degli ultimi mesi. Per questo i diabetologi la considerano l'esame più onesto e affidabile che abbiamo a disposizione, sia per fare diagnosi che per capire se la terapia sta funzionando. In pratica, glicemia a digiuno e HbA1c insieme formano un duo vincente: la prima ti dice dove sei adesso, la seconda ti dice da dove vieni.
Come ridurre la glicemia e quando devo andare da un diabetologo?
La buona notizia — e non è una notizia di poco conto — è che nella fase di pre-diabete si può fare moltissimo, spesso senza farmaci. Il nostro corpo risponde in modo straordinario a piccoli cambiamenti nello stile di vita. Ecco un breve elenco delle abitudini da adottare per ridurre la glicemia e scongiurare il diabete.
- Alimentazione consapevole: non serve una dieta rigida e triste. Basta ridurre gli zuccheri semplici (dolci, bevande zuccherate, succhi di frutta), preferire carboidrati integrali, aumentare verdure e legumi. Il segreto? La costanza, non la perfezione.
- Movimento regolare: 30 minuti di camminata veloce al giorno fanno abbassare la glicemia in modo misurabile. I muscoli che lavorano consumano glucosio, è fisiologia pura.
- Peso corporeo: anche una riduzione del 5-7% del peso, se c'è sovrappeso, può riportare la glicemia nella norma. Non servono grandi sacrifici, servono piccoli passi costanti.
- Sonno e stress: dormire male e vivere sotto pressione alzano gli ormoni dello stress, che a loro volta alzano la glicemia. Prendersi cura del riposo è prevenzione a tutti gli effetti.
Le buone abitudini rappresentano la base del controllo futuro della glicemia, ma nel caso di valori elevati anche dell’emoglobina glicata è necessario eseguire una visita specialistica da un Diabetologo. Non aspettare che la situazione diventi urgente. Prenota una visita specialistica se:
- la glicemia a digiuno supera i 100 mg/dL in più di un'occasione
- l'HbA1c è 5,7% o oltre
- hai familiari con diabete di tipo 2
- hai avuto il diabete gestazionale in gravidanza
- sei in sovrappeso con altri fattori di rischio
Il Diabetologo non è il medico a cui andare "quando è troppo tardi": è il tuo alleato nella prevenzione. Il controllo della glicemia diventa un aspetto cruciale della prevenzione delle malattie cardiovascolari ancor più se si associa ad altri fattori di rischio cardiovascolare come l’ipertensione!
Prof.ssa Martina Perazzolo Marra,
Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità Pubblica
Università degli Studi di Padova



