NEWSLETTER#10 - 17 Dicembre 2024

L'importanza del caregiver familiare, quando la cura è atto d'amore

Da qualche anno si sente sempre più frequentemente parlare della figura del caregiver familiare, termine inglese utilizzato per indicare il prestatore di assistenza al familiare non autosufficiente; se ne parla negli ultimi anni sebbene questa figura esiste da tempo. E da tempo si fa carico di un compito gravoso: mentre in Italia il crollo della natalità è irrefrenabile, la “domanda” di cure per persone parzialmente o totalmente non autosufficienti continua a crescere e le politiche pubbliche di supporto per chi ricopre questo ruolo si dimostrano insufficienti.

Chi sono i caregiver familiari

Il caregiver familiare, noto anche come caregiver informale, è una persona che, in ambito domestico, offre supporto volontario e gratuito a un familiare parzialmente o totalmente non autosufficiente, che a causa di età avanzata, malattie o disabilità necessita di supporto per lo svolgimento delle attività quotidiane. È colui che organizza e definisce l'assistenza di cui necessita una persona, anche congiunta, e in genere è un familiare di riferimento. Si distingue dal caregiver professionale (o badante), rappresentato da un assistente familiare che accudisce la persona non-autosufficiente, sotto la verifica, diretta o indiretta, di un familiare.

I caregiver familiari si prendono cura di familiari e congiunti anziani, malati o disabili. Li aiutano nelle incombenze quotidiane e nelle sfide - piccole e grandi - che ogni giorno la vita propone. L’aiuto che questa figura fornisce alla persona cara non autosufficiente può essere prodigato in modo più o meno continuativo e può assumere forme diverse. I compiti del caregiver familiare variano da caso a caso, a seconda delle condizioni di salute e delle esigenze dell’assistito. In genere, consistono in attività di assistenza sia diretta che indiretta: le prime sono finalizzate a soddisfare i bisogni primari della persona accudita, le seconde, invece, hanno una natura logistica e organizzativa. Questo ruolo è spesso assunto da figli che si prendono cura dei genitori anziani, coniugi che assistono il partner malato o genitori che si occupano di un figlio disabile, ed è un compito svolto con devozione e amore, tuttavia il loro contributo si perde nelle larghe maglie della legislazione italiana. Spesso, infatti, i caregiver rappresentano una rete invisibile e silenziosa di assistenza. Emerge che i caregiver, tendenzialmente, dedicano completamente la loro vita all'assistenza del familiare in difficoltà. La maggior parte di questi destina all'incirca un ammontare che va dalle 15 alle 25 ore settimanali al supporto della persona malata o dell’anziano in difficoltà o del disabile.

Il riconoscimento e la tutela legislativa del caregiver

Il profilo del caregiver è stato riconosciuto e delineato normativamente per la prima volta dalla legge di bilancio 2018 (articolo 1, commi 254-256,legge n. 205 del 2017), che al comma 255 lo definisce come persona che assiste e si prende cura di specifici soggetti, quali: il coniuge o una delle parti dell'unione civile o del convivente di fatto; il familiare o affine entro il secondo grado e anche un familiare entro il terzo grado, nei casi individuati dall'art. 33, comma 3, della legge n.104/1992. che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, sia non autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, o che abbia un handicap grave.

Con la sopracitata legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 27 dicembre 2017, articolo 1, commi 254-256), oltre a riconoscere la figura del caregiver è stato anche istituito un apposito Fondo con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro, poi incrementata di 5 milioni di euro, per sostenere interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico di chi ricopre questo delicato ruolo.

La novità del 2024 è il Bonus caregiver, introdotto attraverso il decreto del 30 novembre 2023. Questo Bonus varia a seconda della Regione o del Comune che stabilisce i requisiti di accesso al sussidio; quindi spetta ai cittadini controllare i vari portali, informarsi sull'uscita e sulle scadenze del bando. Il 17 gennaio 2024 è stato appositamente aperto il Tavolo Tecnico interministeriale per il riconoscimento legislativo del caregiver familiare, con il compito di lavorare al fine di formulare proposte per un disegno di legge che riconosca il ruolo del caregiver familiare, identifichi e quantifichi la platea dei beneficiari e definisca il ruolo del caregiver all'interno di un sistema integrato di cura della persona malata. Le principali novità per i caregiver nel 2024 prevedono un aumento dell’importo del bonus, un’estensione dei beneficiari che includono anche assistenti non familiari, una semplificazione delle procedure per la richiesta e la possibilità di ottenere un rimborso per il supporto psicologico. Tuttavia, la questione si presenta complessa perché richiede un’attenta ricognizione dello stato dell'arte delle proposte di legge già depositate in Parlamento e delle diverse leggi regionali esistenti.

EASI e Fondo EASI sostengono i caregiver

Proprio per venire incontro alle esigenze dei propri iscritti e sopperire a eventuali mancanze da parte dello stato, E.B.C.E, l’Ente bilaterale nazionale centri elaborazione dati, e il Fondo EASI – Ente di assistenza sanitari integrativa hanno previsto il contributo  fino a 1000 euro per l’assistenza al familiare non autosufficiente. Tale contributo fa parte del Pacchetto Welfare nato dalla collaborazione tra i due Enti, con una serie di contributi per spese sostenute nel 2024 per offrire agli iscritti un'ampia gamma di contributi a tutela del benessere della persona e che tiene conto delle esigenze e delle piccole e grandi sfide della vita di ciascuno. Questo tipo di sostegno dimostra la lungimiranza e l'attenzione dei due Enti verso ambiti legati al benessere e alla salute sempre più rilevanti e essenziali, ma soprattutto essere al passo con i cambiamenti e le esigenze di determinati periodi storici. Prendersi cura di un familiare in difficoltà è un atto d’amore che non chiede nulla in cambio, ma può essere anche una sfida difficile sia dal punto psicologico che economico, soprattutto considerando l’aumento dei livelli di spesa anche sul fronte sanitario. Proprio per questo poter contare sul sostegno da parte di Fondo EASI e EBCE può rappresentare un vantaggio e un vero aiuto per titolari delle aziende,  soci di società di persone,  soci di s.n.c.,  soci accomandatari di s.a.s, amministratori di società di capitale e dipendenti iscritti agli enti.

A cura di Fondo EASI – Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa

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