
NEWSLETTER #9 - 04 Novembre 2025
Sport e alimentazione: come le sane abitudini possono influenzare il lavoro

In un contesto lavorativo caratterizzato da elevata competitività e rapide trasformazioni, in cui le esigenze di rendimento, efficienza e benessere sono sempre più interconnesse, adottare stili di vita salutari emerge come un fattore strategico non solo per il singolo collaboratore, ma anche per l’azienda nel suo complesso. In particolare, l’attenzione all’alimentazione equilibrata e alla pratica sportiva regolare influenza variabili quali concentrazione, efficienza cognitiva, motivazione e resilienza allo stress.
Una dieta basata su alimenti nutrienti (frutta, verdura, carne bianca ed una controllata quantità di carboidrati e zuccheri) fornisce al cervello substrati indispensabili per il corretto funzionamento cognitivo. I nutrienti ricavati da questa alimentazione supporta la trasmissione nervosa, contrastano lo stress ossidativo e migliorano il flusso sanguigno e l'energia mentale. Mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue attraverso una dieta equilibrata è fondamentale per evitare cali di attenzione, mentre una corretta idratazione previene la riduzione delle prestazioni cognitive e il rischio di emicrania, oltre a ridurre significativamente la stanchezza sia fisica sia mentale.
Un rapporto della International Labour Organization (ILO) aveva stimato che una cattiva alimentazione sul lavoro può ridurre la produttività fino al 20%. Inoltre, uno studio su oltre 19.000 dipendenti ha rilevato che chi seguiva una dieta non equilibrata aveva il 66% in più di probabilità di registrare una perdita di produttività rispetto a chi consumava regolarmente cereali integrali, frutta e verdura. Tutto questo influiva anche sulla qualità del sonno, sulla qualità della vita e sui sintomi depressivi, con un potenziale impatto sulla capacitò di rapportarsi con altri individui, sulla puntualità e sulla cura nei dettagli del proprio lavoro.
Non bisogna tuttavia cadere nell’errore di credere che l’alimentazione sia l’unico fattore che influenza la qualità del lavoro: l’attività fisica regolare ha effetti ben documentati sulla salute cardiovascolare, sulla qualità dell’umore (attraverso la produzione di endorfine e altri neurotrasmettitori) e sulla resilienza psicologica. In ambito lavorativo, muoversi regolarmente significa anche migliorare la circolazione, ridurre la stanchezza sedentaria e favorire una maggiore prontezza mentale. Un articolo della Harvard University rileva che spezzare la giornata lavorativa con brevi camminate aumenta le capacità cognitive e la memoria; sebbene possa rallentare il lavoro nel breve periodo, l’abitudine di prendersi delle piccole pause atte a fare moto durante una giornata lavorativa aiuta la concentrazione e diminuisce lo stress, aumentando la produttività nel lungo periodo. Un’altra analisi non specificamente sull’ambito lavorativo, ma rilevante, indica che l’inattività può tradursi in una perdita di produttività stimata intorno al 7 % per individuo.
Va tuttavia specificato che affinché alimentazione sana e sport si traducano in un miglior rendimento lavorativo è fondamentale che l’azienda consideri questi aspetti come parte integrante della cultura organizzativa e del modello di lavoro. Non basta solo offrire una palestra aziendale o veicolare consigli alimentari: serve costruire un ambiente che favorisca la scelta salutare, ad esempio con mense bilanciate, pause movimento, postazioni che permettono variazioni di postura e una comunicazione che riconosca il benessere dei collaboratori come asset strategico. Investire in maniera intelligente è nell’interesse di qualsiasi azienda e non esiste investimento più intelligente al mondo di quello sulla salute dei propri dipendenti.
A cura di Fondo EASI – Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa



