
NEWSLETTER #6 - 24 Giugno 2025
Estate e melanoma: attenzione ai raggi UV

Con l’arrivo dell’estate la LILT- Lega Italiana per la lotta contro i tumori – ha lanciato la campagna di informazione e sensibilizzazione Pelle protetta, estate perfetta, che mira alla prevenzione dei tumori cutanei e dei melanomi. Durante la bella stagione, infatti, è più facile abbassare la guardia e si potrebbe prestare meno attenzione ai raggi UV. È importante evitare l’esposizione diretta al sole, soprattutto se eccessiva e scorretta, in quanto rappresenta il più importante fattore di rischio ambientale per l’insorgenza del melanoma cutaneo. Bisogna fare massima attenzione all’esposizione dei raggi UV, soprattutto, quando sul nostro corpo sono presenti i “nei” che vanno controllati periodicamente attraverso una mappatura diagnostica in modo da evitare che degenerino in gravi patologie
Anche l’abbronzatura artificiale non è esente da controindicazioni: lampade e i lettini solari sono infatti sorgenti di raggi ultravioletti e devono quindi essere utilizzati con estrema attenzione e senza abusarne. Il melanoma tra la popolazione italiana è il secondo tumore per frequenza tra gli uomini under 50 anni e il terzo tra le donne della stessa età.
Come riconoscere un neo sospetto

È un tumore, che origina dalla trasformazione dei melanociti, le cellule che producono melanina, il pigmento che determina la colorazione della pelle. Può insorgere su cute sana o su nevi preesistenti. Pur essendo molto aggressivo, se diagnosticato in fase iniziale, può essere curato. L’eccessiva esposizione ai raggi solari e le scottature in età giovanile, oltre alla predisposizione familiare e allo stile di vita, sono considerati fattori di rischio.
Come per tutti i tipi di tumore anche il melanoma, se diagnosticato nella sua fase iniziale, può essere curato con ottimi risultati; la percentuale di sopravvivenza dei pazienti a 5 anni dalla diagnosi è infatti compresa tra l’88% e il 91%. Una diagnosi precoce è sicuramente legata ad un’accurata prevenzione, infatti è importante controllare con regolarità la propria pelle e i nei, sia attraverso visite periodiche dal proprio dermatologo, sia con l’autocontrollo, che dovrebbe essere mensile.
La campagna Pelle protetta, estate perfetta ricorda inoltre che per riconoscere i primi segnali di allarme del melanoma rimane sempre valida ed efficace la famosa sigla ABCDE, riferita all’analisi visiva dei nevi - A (asimmetria), B (bordi irregolari), C (colore policromo), D (dimensione maggiore 6 mm), E (evoluzione – modificazioni).
Osservando i propri nei tenendo presenti i parametri sopracitati se si nota una variazione di colore che porta il neo a diventare più scuro, un’alterazione dei bordi che diventano irregolari o una forma che diventa asimmetrica bisogna rivolgersi ad un medico; soprattutto se si nota la variazione di dimensione. Qualora si trattasse di un melanoma l’asportazione precoce rappresenta il metodo principale di cura della patologia, mediante un approccio multidisciplinare che veda coinvolti il dermatologo, il chirurgo plastico e l’anatomia patologica per essere il più tempestivi possibile.
Secondo gli esperti il melanoma non si manifesta nello stesso modo in uomini e donne, né colpisce con la stessa frequenza tutte le fasce d’età. Tra gli uomini il 40% dei tumori della pelle si sviluppa nella zona del busto, in particolare su schiena, torace e addome, mentre nelle donne i melanomi tendono a localizzarsi più frequentemente sugli arti inferiori: il 35% delle diagnosi riguarda infatti la porzione del corpo compresa tra i fianchi e i piedi. Le differenze nella distribuzione del melanoma tra uomini e donne dipendono soprattutto da fattori comportamentali: gli uomini tendono a esporsi al sole a torso nudo con maggiore frequenza; le donne, con l'arrivo della stagione calda, preferiscono indumenti come gonne o pantaloncini che lasciano scoperte le gambe. In tutti i casi, la causa principale resta la sovraesposizione ai raggi ultravioletti.
Il progresso scientifico e le nuove tecniche
Come indicato dalla comunità scientifica la chirurgia è il trattamento di elezione per il melanoma negli stadi iniziali, mentre con l’arrivo dell’immuno-oncologia e delle terapie a bersaglio molecolare l’approccio alla malattia avanzata è cambiato radicalmente, infatti quando il melanoma viene scoperto in fase ormai avanzata, la prima cosa da fare per scegliere il trattamento più opportuno è eseguire il test molecolare per valutare la presenza di eventuali mutazioni perché nel 40-50% dei casi è presente un’alterazione del gene BRAF, che identifica i pazienti che possono beneficiare della combinazione di terapie mirate, con un significativo miglioramento della sopravvivenza.
Alla luce dii quanto indicato, la prevenzione unita a diagnosi precoce e approccio medico multidisciplinare possono permettere al singolo di prevenire l’insorgenza della malattia o di affrontarla nel modo migliore.
A cura di Fondo EASI – Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa
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