LAVORO

Investiamo sul futuro del nostro Paese




Indice:

  • Denatalità: come invertire la tendenza
  • Come si può incentivare la natalità?
  • Il governo dalla parte delle donne
  • Come interviene il Codice di Autodisciplina
 

Denatalità: come invertire la tendenza

Come certificato dall’ISTAT, anche nell’anno appena trascorso l’Italia ha toccato un nuovo record di calo demografico che non sembra arrestarsi. Anno dopo anno, si registrano sempre meno nascite, fenomeno che comporta un impoverimento della società italiana con effetti percepibili sull’economia, sul mercato del lavoro, sul modello sociale.

Un Paese con le culle vuote è un Paese che invecchia e che in prospettiva dovrà fare i conti con una ridotta popolazione in età lavorativa, con conseguenze rilevanti in termini di welfare e di tenuta sociale.

In Italia sono circa 6 milioni le mamme “equilibriste”, che provano a destreggiarsi tra vita familiare e lavorativa, una condizione che riflette la precarietà del lavoro femminile e le scelte legate alla maternità.

È questo uno dei nodi più delicati introno alla questione femminile e ha a che fare con la possibilità concreta di trovare e mantenere un’occupazione, soprattutto dopo la nascita dei figli, perché le esigenze familiari aumentano, costringendo a rocambolesche imprese per incastrare tutti gli impegni della giornata: il lavoro, la casa, i figli. Il lavoro in Italia infatti è percepito dalle mamme come uno degli ostacoli alla natalità e molte donne dichiarano di aver avuto conseguenze negative soprattutto legate alla difficoltà di conciliazione lavoro-famiglia a seguito della nascita del primo figlio, aumentando così la paura nel pensare a un figlio successivo.

Come si può incentivare la natalità?

Partendo da una visione più generale secondo la quale sostenere la natalità e la parità di genere in ogni ambito significa raggiungere un obiettivo strategico per la nazione.

Solo attraverso un impegno solidale, fattivo e congiunto tra istituzioni, corpi intermedi e imprese è possibile sviluppare soluzioni collettive a favore della maternità, creando un contesto adatto alle donne lavoratrici. Favorire il lavoro femminile e incentivarlo, infatti, è il primo passo per combattere la denatalità, realizzando pari opportunità, affinché le donne siano libere di generare i figli che desiderano, senza che questo sia penalizzante in termini di conciliazione vita-lavoro, di carriera, di realizzazione.

Politiche collettive, bilaterali e aziendali, responsabili verso la maternità, determinano un tasso di natalità maggiore rispetto alla media.

In questa battaglia è dunque importante il coinvolgimento del mondo delle imprese, c’è bisogno di un’alleanza, di creare anche nel mondo del lavoro un clima amichevole nei confronti di chi è genitore, sostenendolo in un lavoro che è socialmente utile.

Il governo dalla parte delle donne

E’ proprio per sostenere la natalità e favorire il lavoro femminile che il Ministero per la famiglia, la natalità e le pari opportunità il giorno 7 novembre 2023 ha lanciato il Codice di Autodisciplina di Imprese Responsabili in favore della maternità, ispirandosi alle buone pratiche già in atto, incluse quelle realizzate dagli enti bilaterali e dai fondi sanitari.

Il Codice, a cui aderiscono convintamente sia E.B.C.E sia Fondo EASI, è uno strumento non vincolante, proposto alla libera determinazione delle imprese volto a sostenere la maternità, attraverso la promozione delle più virtuose pratiche di conciliazione vita-lavoro, con particolare riguardo alla salvaguardia della natalità e della tutela della lavoratrice madre.

Fondo EASI e EBCE sono da sempre attenti a favorire la continuità di carriera nel rispetto delle necessità logistiche legate alla maternità; sostengono le iniziative di prevenzione e cura e dei bisogni della lavoratrice madre attraverso il riconoscimento di pacchetti maternità per il rimborso di spese sanitarie pre-parto, garantiscono l’accesso ad un collaudato sistema di assistenza sanitaria integrativa, oltre ad assicurare mirate campagne di prevenzione.

Il Fondo e l’Ente favoriscono, altresì, un adeguato sistema di adattamento dei tempi e dei modi di lavoro, garantendo un utilizzo corretto dello smart working e della flessibilità di orario. A tutte le lavoratrici con figli è riconosciuto il diritto a ricevere rimborsi spesa per la copertura di spese legate alla prima infanzia (contributi asilo nido), all’educazione e alla conciliazione vita-lavoro: contributi per libri scolastici, mensa scolastica, trasporto scolastico, campi scuola.

È evidente, dunque, quanto sia necessario un sistema di welfare in grado di fornire garanzie ai giovani che desiderano avere figli e ai neo-genitori per “ammortizzare” i rischi di povertà e garantire la conciliazione. L’obiettivo è favorire l’occupazione femminile e realizzare l’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne in ambito lavorativo, anche mediante l’adozione di misure, di azioni positive, al fine di rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono la realizzazione di pari opportunità.


Come interviene il Codice di Autodisciplina

Il Codice propone tre ambiti di comportamento aziendale: il favore per la continuità di carriera delle madri, le iniziative di prevenzione e cura dei bisogni di salute, l’adattamento dei tempi e modi di lavoro insieme al sostegno alle spese per la cura e l’educazione dei figli.

Sono questi comportamenti virtuosi a definire l’identità di una impresa-comunità, protagonista del cambiamento culturale che parte e dalla consapevolezza della vitale funzione sociale della maternità.

Lo sviluppo di soluzioni collettive in favore della maternità, anche grazie al sostegno degli enti bilaterali e dei fondi sanitari, rappresenta una possibilità reale di aiutare le donne lavoratrici soprattutto delle piccole e medie imprese.

È chiaro come, sul fronte della natalità, sia necessaria una decisa inversione di rotta, che può avvenire solo garantendo alle giovani generazioni maggiori certezze verso il proprio futuro e alle lavoratrici la possibilità di non dover mai scegliere tra famiglia e lavoro.

A cura di Fondo EASI – Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa

I Soci Costituenti il Fondo EASI