
BENESSERE
La trappola della scrivania: come difendersi dai rischi della vita sedentaria (anche se il calendario è pieno)

L'estate dei più piccoli pesa meno sul bilancio familiare. Anche quest'anno l'EBCE sostiene i lavoratori del settore con un contributo dedicato alle spese sostenute per i centri estivi, confermando il proprio impegno a favore della conciliazione tra vita familiare e attività lavorativa.
Il contributo per spese centro estivo (Codice identificativo B6) è riconosciuto ai dipendenti dei CED che, nei mesi di giugno, luglio ed agosto, abbiano sostenuto spese per la frequenza di campi scuola estivi per i figli di età compresa nella fascia 4 - 16 anni.
Il contributo consiste in un rimborso del 50% della spesa sostenuta fino ad un massimo di 200 euro. È possibile presentare la richiesta del contributo fino al 30/09 dell’anno in corso, ricordando che per accedere ai contributi bisogna presentare formale richiesta all’Ente Bilaterale Nazionale Centri Elaborazione Dati utilizzando esclusivamente il Form presente sul sito dell’EBCE (www.ebce.it), compilato in ogni sua parte, allegando la documentazione richiesta per ciascun contributo.
Il prezzo invisibile della postura immobile
Quando ci accomodiamo sulla sedia dell'ufficio, il metabolismo rallenta drasticamente. L'attività elettrica nei muscoli delle gambe si azzera quasi del tutto e l'enzima lipasi lipoproteica — fondamentale per la scomposizione dei grassi nel sangue — crolla del 90%, favorendo l'accumulo di lipidi e glucosio.
Secondo uno studio fondamentale condotto dalla Mayo Clinic e pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, trascorrere più di quattro ore al giorno davanti a uno schermo nel tempo libero o al lavoro aumenta del 125% il rischio di eventi cardiovascolari e del 50% il rischio di mortalità per qualsiasi causa, indipendentemente dall'attività fisica svolta nel resto della giornata.
A questo si somma il peso di una postura scorretta. Flettere il collo in avanti di appena 30 gradi per guardare il monitor o lo smartphone trasferisce sulla colonna cervicale un carico equivalente a circa 18 chilogrammi, rispetto ai 5-6 kg della testa in posizione neutrale (dati resi noti dalla ricerca di Kenneth K. Hansraj, Surgical Technology International). Il risultato? Cervicalgie croniche, lombalgie, compressione dei dischi intervertebrali e alterazioni della respirazione diaframmatica.
Come difendersi?
Forse non efficace come due ore di palestra quattro volte a settimana, ma sicuramente ben più fattibile per un lavoratore qualunque, trascinato inesorabilmente dalla corrente della vita quotidiana, è adottare delle semplici e “veloci” abitudini benefiche per il corpo. Semplici aggiustamenti che sembrano insignificanti possono, se ripetuti ogni giorno, risultare un vero e proprio toccasana.
Alzarsi dalla scrivania per due minuti ogni mezz’ora, tenere lo schermo ad un’altezza tale che non richiede di piegare il collo in avanti, arrivare sul posto di lavoro camminando (o al massimo parcheggiando la macchina a poco meno di un chilometro di distanza dall’ufficio) sono tutte scelte che accumulano un effetto benefico non indifferente per il corpo.
A cura di Fondo EASI – Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa



